Figurativo d’elezione, i temi e i soggetti della pittura di
Roberto Banfi Rossi attraversano il tempo indagandolo nelle atmosfere e nei
territori vissuti della civiltà, ma anche nella minuziosità e preziosità dei
probabili orpelli dei quali l’espressività umana si è coperta nei secoli. Non
ama tuttavia focalizzare una condizione specifica, una stagione precisa dei
millenni, bensì stratifica in velature sapienti e compenetra figure distanti fra
loro nel tempo e nello spazio, architetture e paesaggi differenti per sublimare
l’uomo e i segni che ha lasciato. È un citazionista della sua fantasia
affollata di favole, simboli e magie. Inventore di epopee e narrazioni storiche,
immagina civiltà arcaiche e situazioni fra l’irrazionale e l’enigmatico. Ne
escono figure temporalmente mitologiche, antropomorfe e spesso statuarie che
popolano parchi archeologici immaginifici. Dipinge la tela coi colori a olio con
la lentezza dei maestri antichi, non conoscendo la pittura di getto, lasciando
invece spesso sedimentare le tele incompiute per settimane e accanendosi sui
particolari di un ornamento, sulle decorazioni di una architettura o
sull’affollamento delle figure lillipuziane che guardano una scena gigantesca.
Le sue narrazioni sono dunque stranianti e intriganti, ma soprattutto
affascinanti. La sua pittura non ha riscontri in tendenze recenti; è un
solitario, e un caso a sé nella pittura contemporanea, ricercato da
collezionisti raffinati, difficile preda di un mercato delle quantità
programmate. |