Giuliano Serafini |
In occasione della Mostra a Perugia, Sala della Vaccara marzo 1971 |
Roberto Rossi sembra dipingere pensieri di pietra, materializzandoli in enormi cippi, monolitici, in totem arcaici innalzati nel deserto. Sono soluzioni figurali di estrema perentorietà, sogni e profezie allo stesso tempo. È come assistere al raggelarsi delle azioni umane in blocchi dove tutto sembra condensarsi in una sorta di sedimentazione inorganica, una prigione di roccia. |